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Ortocheratologia per correggere e bloccare l’evoluzione della miopia nei giovani e per ridurre difetti refrattivi come l’ipermetropia e l’astigmatismo

Centro Quattroelle

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Il Centro Oculistico Quattroelle di Milano è stato tra i primi ad usare questa tecnica innovativa che prevede l’uso di lenti a contatto notturne

L’ortocheratologia (Ortho-K) è una tecnica di compensazione temporanea e reversibile di un difetto visivo (miopia principalmente ed in alcuni casi ipermetropia e astigmatismo) mediante l’applicazione programmata di speciali lenti a contatto (RGP, “rigide gas permeabili”), che vengono indossate durante la notte.

Il Dott. Lovisolo, fondatore nel 2000 del Centro Oculistico Quattroelle di Milano, è stato uno dei primi oculisti al mondo ad applicare l’Ortho-K e a studiarne i meccanismi, con le tecnologie più sofisticate (l’aberrometria, la microscopia confocale, la topografia corneale e l’OCT del segmento anteriore).

Oggi il Centro Oculistico Quattroelle, avvalendosi dell’esperienza più che decennale in questa pratica e di un’equipe medica accreditata a livello nazionale, continua a perseguire quella che è sempre stata la mission del Dott. Lovisolo, ossia la salvaguardia della visione mettendo al primo posto l’attenzione al paziente e la sua soddisfazione.

Figura 1: Il modello topografico mostra il meccanismo di funzionamento dell’ortocheratologia. Lo spostamento dinamico degli strati superficiali della cornea (epitelio), indotto in maniera transitoria dalle lente, ne rimodella il profilo (a, prima dell’applicazione), appiattendolo in maniera programmata al centro e incurvandolo in media periferia (b, c, tre settimane dopo Ortho-K miopica). Viceversa, l’applicazione ipermetropica (d, e), incurva il centro appiattendo la periferia.

I pregi delle lenti per Ortho-K

Le lenti a contatto tradizionali sono disegnate in modo da interferire il meno possibile con l’anatomia oculare ed essere corneo conformi, le lenti per Ortho-K sono delle lenti semi-rigide a geometria inversa, progettate su misura per ogni singolo occhio, allo scopo di modificare in maniera controllata il profilo ottico degli strati superficiali della cornea, dotato di un certo grado di plasticità e in grado di mantenere un effetto ‘memoria’.

In genere le lenti per Ortho-K vengono portate durante il sonno per un minimo di 6 ore a notte, e tolte al risveglio, limitando il discomfort provocato da una lente a contatto grazie all’assenza dell’ammiccamento palpebrale ed eliminando le componenti ambientali (polvere, vento, aria condizionata, riscaldamento, ect.) frequenti cause d’intolleranza alle lenti durante l’uso diurno.

Una volta rimossa la lente, la cornea mantiene la forma indotta e consente al paziente di vedere bene a occhio nudo per tutto l’arco della giornata.

L’Ortho-K è un trattamento transitorio e reversibile del difetto visivo, che permette significativi cambiamenti di stile di vita ai portatori di difetti visivi che non intendono sottoporsi alle pratiche di chirurgia rifrattiva oppure che non presentano le condizioni ideali per la giovane età o per una non idoneità anatomo-clinica.

L’ortocheratologia per contrastare la miopia

Si utilizza la pratica dell’ortocheratologia soprattutto per combattere il progressivo peggioramento della miopia in età evolutiva, quindi nei ragazzi miopi anche giovanissimi, a partire dai 6 di età.

Recenti risultati di studi clinici internazionali dicono che nel 50% dei portatori di lenti a contatto notturne ortocheratologiche, il difetto miopico rallenta la sua progressione e in molti casi si blocca del tutto. Infatti, tali lenti a “geometria inversa” generano uno sfocamento dell’immagine a livello del campo visivo periferico, che tende a inibire la crescita delle regioni retiniche corrispondenti. Il bulbo oculare quindi smette di allungarsi e la miopia non progredisce.

L’obiettivo di limitare l’entità diottrica del difetto visivo ha numerose finalità mediche, la principale è rivolta a ridurre le preoccupazioni concernenti il rischio di sviluppare, nel corso della vita, complicanze anche gravi a carico della retina, quali il distacco e la maculopatia, che su base statistica, affliggono tipicamente il corso naturale della vita dei miopi elevati, a causa della debolezza costituzionale della loro struttura retinica.

Tutti i numerosi tentativi di combattere l’inesorabile progressione della miopia in età evolutiva, come gli occhiali bifocali, multifocali o sottocorretti, il blocco dell’accomodazione con dilatazione pupillare mediante colliri, come l’atropina o la pirenzepina, oppure ancora le metodiche di rieducazione strumentale come l’Accomotrac, sono falliti più o meno miseramente.

Analogamente a quanto si osserva negli utilizzatori di lenti a contatto gas-permeabili a uso diurno, l’Ortho-K è invece efficace nel rallentare l’evoluzione dei valori diottrici nel giovane miope.

Figura 2: L’evoluzione delle geometrie delle lenti per Ortho-K è ben rappresentata dall’analisi dei ‘quadri fluoresceinici’, ovvero le immagini del rapporto tra lenti e cornea ottenute mediante la colorazione del film lacrimale con una sostanza fluorescente.

Per le caratteristiche di questo trattamento è assolutamente indispensabile uno stretto controllo oftalmologico e la disponibilità di tecnici altamente qualificati.

Con le lenti per ortocheratologia ad oggi è possibile correggere in modo ottimale:

  • Miopia fino a 6.00 Diottrie
  • Astigmatismo (Secondo Regola) fino a 1.75 Diottrie
  • Ipermetropia fino a 1.50 Diottrie

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Domande Frequenti

È importante togliere le lenti a contatto prima della visita?

L’azione delle lenti a contatto può alterare la forma della cornea, variandone i parametri e di conseguenza la refrazione del paziente, in maniera più o meno incisiva a seconda del tipo di lenti (morbide, rigide o semirigide).  In base alla motivazione per cui viene richiesta la visita oculistica viene indicato la sospensione di circa 2-3 […]

Viene controllato il fondo dell’occhio?

Si, il fondo dell’occhio viene sempre controllato perché alcuni problemi retinici sono asintomatici (assottigliamento o fori della retina) e diagnosticabili solo dal medico oculista attraverso l’esplorazione del fundus.

A che età è utile fare la prima visita ai bambini?

L’età giusta è tra i 3 e i 4 anni. Oggi abbiamo a disposizione strumenti in grado di rilevare difetti di refrazione in modo oggettivo, anche prima dell’età scolare, quando il bimbo sarà in grado di collaborare e dare risposte soggettive utili a identificare la giusta refrazione. Se i genitori, o i famigliari stretti del […]

Può essere pericoloso utilizzare le gocce per la dilatazione della pupilla in caso di gravidanza o allattamento?

In generale i colliri che si utilizzano per dilatare la pupilla sono topici, ma potrebbero entrare in circolo e raggiungere anche il feto. Di solito dopo la 20 esima settimana di gestazione non ci sono rischi per il feto, ma ogni singolo caso viene sempre valutato dall’oculista prima di somministrare qualsiasi tipo di collirio o […]

Quanto dura l’effetto delle gocce per cicloplegia (dilatazione pupilla)?

L’effetto delle gocce ha una durata diversa a seconda del collirio impiegato, della reattività individuale, dell’età e del difetto visivo (da un minimo di 3-4 ore, ad un massimo, in rari casi, di 24-48 ore).

Come scegliere lo specialista?

Nella sessione “equipe medica” trova l’elenco dei nostri oculisti, con il proprio campo di competenza specifica. In ogni caso, una prima visita oculistica generica può essere effettuata da uno qualsiasi dei nostri specialisti; consideri quindi anche la disponibilità, i giorni ed orari di visita a lei più congeniali.

Posso guidare dopo la visita?

La dilatazione farmacologica della pupilla crea disagi come fotofobia e difficoltà nella messa a fuoco degli oggetti sia da lontano che da vicino. Pertanto si consiglia di evitare la guida dopo la visita.

In cosa consiste la visita oculistica e quanto dura?

La visita prevede una fase preliminare in cui personale specializzato (ortottisti, optometristi) raccoglie dati e informazioni con strumenti dedicati, utili al medico oculista per la valutazione conclusiva. La tempistica della visita completa non è assolutamente programmabile in maniera standardizzata e può durare anche un paio d’ore, soprattutto per valutazioni chirurgiche, ove a seconda della patologia, […]

Quali sono le differenze tra il centro di Milano e quello di Nizza Monferrato?

I nostri Centri dispongono egualmente di strumentazione all’avanguardia. L’ambulatorio di Milano è attivo dal lunedì al venerdì; quello di Nizza Monferrato il sabato. La chirurgia viene effettuata unicamente nella sede di Milano.

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