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Edema maculare cistoide

Cos’è l’edema maculare cistoide?

L’edema maculare cistoide (EMC) è una patologia che colpisce il centro della retina (la macula), caratterizzata dall’accumulo di fluido (edema=gonfiore) che si dispone in numerosi spazi cistici (cistoide) visualizzati come cellette nello spessore della retina dall’OCT e dalla fluorangiografia (Figura 1).

I sintomi dell’edema maculare cistoide

Nella maggior parte dei casi l’edema maculare cistoide è subclinico, ovvero non provoca disturbi soggettivi; nessun calo visivo né segni infiammatori (rossore dell’occhio, dolore, fotofobia). Soltanto un’indagine approfondita della retina (fluorangiografia e OCT) consente di evidenziarlo. In casi più rari, e più gravi, il soggetto avverte annebbiamento visivo più o meno importante e distorsione delle immagini.

Cause dell’edema maculare cistoide

Le cause dell’edema maculare cistoide non sono note con precisione. I fattori di rischio cui si associa sono:

  • patologie circolatorie sistemiche (ipertensione arteriosa, malattie del collagene, diabete…)
  • patologie circolatorie oculari (ischemie dell’albero arterioso retrobulbare, occlusioni venose retiniche…)
  • malattie infiammatorie oculari (uveiti, sclerosi multipla, retinite da citomegalovirus…)
  • distrofie retiniche su base genetica come la retinosi pigmentosa
  • fumo di sigaretta
  • uso di colliri antiglaucoma a base di derivati dell”adrenalina
  • assunzione di compresse di acido nicotinico come ipocolesterolemizzante
  • esposizione a radiazioni ionizzanti
  • traumi e interventi intraoculari, laser compresi.
Fluorangiografia oct edema maculare cistoide

Figura 1. Aspetto classico in fluorangiografia (a), con diffusione del colorante dai capillari a “petali di fiore” e in OCT (b), con l’accumulo a cellette di liquido proteinaceo in corrispondenza degli strati interni della retina centrale. Nei casi più severi l’imbibizione edematosa coinvolge l’intero spessore retinico e si può osservare una cellularità a carico del vitreo e l’edema del nervo ottico. Nel lungo periodo l’EMC si può complicare con lo sviluppo di un foro lamellare maculare (c) con perdita irreversibile della capacità visiva.

Edema maculare cistoide (EMC) e cataratta

A proposito di edema maculare cistoide (EMC) in seguito a intervento di cataratta (la cosiddetta sindrome di Irvine-Gass), la forma subclinica è presente in percentuali significative, sino al 44%, degli interventi decorsi senza complicazioni, con comparsa media dopo 4-8 settimane.

Il quadro sintomatico, invece, interessa circa il 2% degli interventi normodecorsi e si risolve in genere spontaneamente o con l’uso di colliri antinfiammatori, anche se con tempi lunghi. Persiste in 3 casi su mille. Tali percentuali aumentano nei casi complicati da rottura della barriera capsulo-ialoidea con incarceramento dell’iride o del vitreo nella ferita chirurgica.

La patogenesi, anch’essa poco nota, viene posta in relazione all’alterazione dei meccanismi che regolano gli scambi metabolici attraverso la parete dei capillari, in conseguenza del rilascio di mediatori infiammatori, con una reazione a cascata scatenata dal trauma chirurgico. Trazioni sulla macula esercitate da un vitreo mobilizzato e reazioni tossiche a farmaci utilizzati durante la chirurgia possono favorire l’EMC.

Trazioni sulla macula

Cura per l’edema maculare cistoide

Premesso che la maggior parte dei casi si risolve spontaneamente, senza esiti funzionali significativi, entro 6 mesi, nel trattamento medico dell’EMC si usano classicamente i farmaci antinfiammatori sia steroidei (cortisone) che non steroidei (FANS).

Questi ultimi, sotto forma di collirio (Yellox®, Indocollirio®, Nevanac®) o per via sistemica (Metacen® cpr) sono i più gettonati per la loro efficacia e assenza di effetti collaterali significativi. Taluni autori li associano ai cortisonici in collirio oppure in iniezione parabulbare.

In caso di mancata risposta si può utilizzare il Diamox® compresse, associando sempre la somministrazione di integratori di sali di potassio (Polase® bustine).

La tendenza più recente è quella di trattare questi casi con l’iniezione intravitreale di farmaci anti-VEGF (Lucentis®o Eylea®) o di steroidi come il desametasone (Ozurdex®), valutando bene il rischio di ipertensione intraoculare come frequente effetto collaterale del cortisone. Nel caso di aderenze del vitreo all’iride o alla ferita chirurgica, si deve effettuare una vitreolisi con YAG-laser o anche una vitrectomia anteriore o posteriore. Quest’ultima può esser presa in considerazione in quei casi cronici in cui la terapia medica ha fallito.

Farmaci edema maculare cistoide

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Domande Frequenti

Viene sempre misurata la pressione dell’occhio durante la visita?

La pressione intraoculare viene misurata a tutti i pazienti sottoposti a visita oculistica, mediante il tonometro a soffio o il tonometro ad applanazione. (Quest’ultimo utilizzato in pazienti con predisposizione o affetti da glaucoma o in fase di terapie cortisoniche locali).

Viene controllato il fondo dell’occhio?

Si, il fondo dell’occhio viene sempre controllato perché alcuni problemi retinici sono asintomatici (assottigliamento o fori della retina) e diagnosticabili solo dal medico oculista attraverso l’esplorazione del fundus.

Come scegliere lo specialista?

Nella sessione “equipe medica” trova l’elenco dei nostri oculisti, con il proprio campo di competenza specifica. In ogni caso, una prima visita oculistica generica può essere effettuata da uno qualsiasi dei nostri specialisti; consideri quindi anche la disponibilità, i giorni ed orari di visita a lei più congeniali.

Quanto dura l’effetto delle gocce per cicloplegia (dilatazione pupilla)?

L’effetto delle gocce ha una durata diversa a seconda del collirio impiegato, della reattività individuale, dell’età e del difetto visivo (da un minimo di 3-4 ore, ad un massimo, in rari casi, di 24-48 ore).

Può essere pericoloso utilizzare le gocce per la dilatazione della pupilla in caso di gravidanza o allattamento?

In generale i colliri che si utilizzano per dilatare la pupilla sono topici, ma potrebbero entrare in circolo e raggiungere anche il feto. Di solito dopo la 20 esima settimana di gestazione non ci sono rischi per il feto, ma ogni singolo caso viene sempre valutato dall’oculista prima di somministrare qualsiasi tipo di collirio o […]

È sempre necessaria la dilatazione della pupilla durante la visita?

La dilatazione farmacologica della pupilla serve per controllare in maniera più accurata la parte periferica della retina dell’occhio. Da tenere presente che un esame del fondo dell’occhio senza dilatazione è sempre considerato parziale e non completo. Ad oggi esistono apparecchiature (OPTOS) in grado di fotografare il fondo dell’occhio in maniera accurata e senza dilatare farmacologicamente […]

È importante togliere le lenti a contatto prima della visita?

L’azione delle lenti a contatto può alterare la forma della cornea, variandone i parametri e di conseguenza la refrazione del paziente, in maniera più o meno incisiva a seconda del tipo di lenti (morbide, rigide o semirigide).  In base alla motivazione per cui viene richiesta la visita oculistica viene indicato la sospensione di circa 2-3 […]

A che età è utile fare la prima visita ai bambini?

L’età giusta è tra i 3 e i 4 anni. Oggi abbiamo a disposizione strumenti in grado di rilevare difetti di refrazione in modo oggettivo, anche prima dell’età scolare, quando il bimbo sarà in grado di collaborare e dare risposte soggettive utili a identificare la giusta refrazione. Se i genitori, o i famigliari stretti del […]

In cosa consiste la visita oculistica e quanto dura?

La visita prevede una fase preliminare in cui personale specializzato (ortottisti, optometristi) raccoglie dati e informazioni con strumenti dedicati, utili al medico oculista per la valutazione conclusiva. La tempistica della visita completa non è assolutamente programmabile in maniera standardizzata e può durare anche un paio d’ore, soprattutto per valutazioni chirurgiche, ove a seconda della patologia, […]

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