Info e Prenotazioni

Tumori Maligni delle palpebre

Basalioma

Il Basalioma (carcinoma basocellulare) è la più frequente neoplasia maligna delle palpebre dopo i 50 anni, che interessa di solito nelle zone vicine al canto interno. Si tratta di noduli duri ad evoluzione estremamente lenta (anni), facile ad ulcerarsi e al sanguinamento, con arrossamenti e perdita di ciglia (Figura 7 a, b). Sebbene non metastatizzi quasi mai, può avere una malignità locale assai aggressiva.

Spinalioma

Lo Spinalioma (carcinoma spinocellulare o a cellule squamose) è una forma di cancro più rara ma più aggressiva, caratterizzata da rapida crescita sia in superficie che in profondità e dalla capacità di dare metastasi ai linfonodi preauricolari e sottomandibolari. L’aspetto è più elevato, arrossato e ulcerato del basalioma (figura 7c). Può originare da una cheratosi attinica. La palpebra più colpita è la superiore, specialmente il 3° esterno

I carcinomi vanno trattati chirurgicamente senza indugi, estendendo i margini della resezione al tessuto sano circostante e chiedendo la conferma dell’esame istologico. Nei rari casi di eccessiva evoluzione che impedisce l’approccio chirurgico, si ricorre alla radioterapia e alla crioterapia.

Spinalioma tumore maligno palpebre

Figura 7. Basalioma con ulcerazione e perdita di ciglia (a, b) e spinalioma (c) della palpebra inferiore.

Adenocarcinoma Sebaceo

L’Adenocarcinoma Sebaceo (origina dalle ghiandole di Meibomio) è raro, e spesso confuso con un calazio che recidiva dopo l’exeresi o una blefarite recalcitrante alla terapia in pazienti anziani. Predilige la palpebra superiore (Figura 8), ha invasività prevalentemente locale ma metastatizza ai linfonodi satellite, ma anche per via ematica a polmoni, fegato e ossa. Diagnosi tempestiva e una chirurgia demolitiva sono necessari per salvare la vita del paziente.

Adenocarcinoma sebaceo tumori maligni palpebre

Figura 8. Adenocarcinoma sebaceo (a, b) e melanoma del bordo palpebrale (c)

Melanoma

Bisogna sempre pensare al Melanoma, il più maligno dei tumori, sebbene la sua localizzazione palpebrale sia rara (Figura 8 c), di fronte ad una lesione pigmentata, soprattutto se questa cambia repentinamente dimensione, forma e colore, anche se le ipotesi statisticamente più probabili sono il nevo benigno (ma il melanoma può insorgere su una vecchia lesione pigmentata, apparentemente tranquilla) e il basalioma. Più frequente nei soggetti con carnagione chiara, richiede sempre la biopsia escissionale e una valutazione oncologica sistemica delle possibili estensioni a distanza.

Non sono infrequenti infine le localizzazioni alle palpebre dei Linfomi non-Hodgkin (Figura 9), il più spesso del tipo B-cellulare. La diagnosi istologica sul prelievo bioptico indirizza verso una chemioterapia sistemica o una radioterapia, con buone probabilità di successo. Il paziente va affidato all’oncologo.

Melanoma tumore maligno palpebre

Figura 9. Esordio palpebrale di un linfoma.

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I nostri centri sono convenzionati con ASSICURAZIONI, FONDI INTEGRATIVI e FONDI SANITARI AZIENDALI. Si consiglia agli assistiti di verificare preventivamente termini e condizioni della propria posizione assicurativa.

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Domande Frequenti

Può essere pericoloso utilizzare le gocce per la dilatazione della pupilla in caso di gravidanza o allattamento?

In generale i colliri che si utilizzano per dilatare la pupilla sono topici, ma potrebbero entrare in circolo e raggiungere anche il feto. Di solito dopo la 20 esima settimana di gestazione non ci sono rischi per il feto, ma ogni singolo caso viene sempre valutato dall’oculista prima di somministrare qualsiasi tipo di collirio o […]

Come scegliere lo specialista?

Nella sessione “equipe medica” trova l’elenco dei nostri oculisti, con il proprio campo di competenza specifica. In ogni caso, una prima visita oculistica generica può essere effettuata da uno qualsiasi dei nostri specialisti; consideri quindi anche la disponibilità, i giorni ed orari di visita a lei più congeniali.

Viene sempre misurata la pressione dell’occhio durante la visita?

La pressione intraoculare viene misurata a tutti i pazienti sottoposti a visita oculistica, mediante il tonometro a soffio o il tonometro ad applanazione. (Quest’ultimo utilizzato in pazienti con predisposizione o affetti da glaucoma o in fase di terapie cortisoniche locali).

Quali sono le differenze tra il centro di Milano e quello di Nizza Monferrato?

I nostri Centri dispongono egualmente di strumentazione all’avanguardia. L’ambulatorio di Milano è attivo dal lunedì al venerdì; quello di Nizza Monferrato il sabato. La chirurgia viene effettuata unicamente nella sede di Milano.

In cosa consiste la visita oculistica e quanto dura?

La visita prevede una fase preliminare in cui personale specializzato (ortottisti, optometristi) raccoglie dati e informazioni con strumenti dedicati, utili al medico oculista per la valutazione conclusiva. La tempistica della visita completa non è assolutamente programmabile in maniera standardizzata e può durare anche un paio d’ore, soprattutto per valutazioni chirurgiche, ove a seconda della patologia, […]

Viene controllato il fondo dell’occhio?

Si, il fondo dell’occhio viene sempre controllato perché alcuni problemi retinici sono asintomatici (assottigliamento o fori della retina) e diagnosticabili solo dal medico oculista attraverso l’esplorazione del fundus.

È sempre necessaria la dilatazione della pupilla durante la visita?

La dilatazione farmacologica della pupilla serve per controllare in maniera più accurata la parte periferica della retina dell’occhio. Da tenere presente che un esame del fondo dell’occhio senza dilatazione è sempre considerato parziale e non completo. Ad oggi esistono apparecchiature (OPTOS) in grado di fotografare il fondo dell’occhio in maniera accurata e senza dilatare farmacologicamente […]

È importante togliere le lenti a contatto prima della visita?

L’azione delle lenti a contatto può alterare la forma della cornea, variandone i parametri e di conseguenza la refrazione del paziente, in maniera più o meno incisiva a seconda del tipo di lenti (morbide, rigide o semirigide).  In base alla motivazione per cui viene richiesta la visita oculistica viene indicato la sospensione di circa 2-3 […]

Quanto dura l’effetto delle gocce per cicloplegia (dilatazione pupilla)?

L’effetto delle gocce ha una durata diversa a seconda del collirio impiegato, della reattività individuale, dell’età e del difetto visivo (da un minimo di 3-4 ore, ad un massimo, in rari casi, di 24-48 ore).

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