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Endoscopia lacrimale per l’ostruzione delle vie lacrimali

Pubblicato da Dr. Carlo De Conciliis

Endoscopia lacrimale. Cos’è, come diagnosticarla e curarla.

Al Centro Quattroelle di Milano si esegue l’endoscopia lacrimale, che permette di diagnosticare e talvolta anche di correggere le cause che portano all’ostruzione delle vie lacrimali.

L’ostruzione delle vie lacrimali, parziale o totale, è una patologia frequente e particolarmente fastidiosa, che interessa pazienti di ogni età, dal neonato, per ragioni malformative congenite, all’adulto-anziano, per una cicatrizzazione da cause acquisite di varia natura (infettive, infiammatorie, traumatiche, tumorali, ma prevalentemente idiopatiche, cioè sconosciute).

Come viene eseguita l’endoscopia delle vie lacrimali?

L’endoscopia delle vie lacrimali viene eseguita in sala operatoria, con una piccola anestesia locale. Dopo la gentile dilatazione del puntino, si introduce la sonda che contiene la fibra ottica. Durante l’esame, per ottenere una buona visualizzazione del campo esplorato, si effettua una irrigazione della via lacrimale con soluzione salina fisiologica che passa poi nelle cavità nasali ed in gola.

Come avviene la fisiologica produzione delle lacrime?

La fisiologica produzione delle lacrime avviene tramite un sistema finemente regolato da fattori nervosi ed ormonali, incaricato di proteggere cornea e congiuntiva, mantenendone la corretta idratazione e trasparenza e veicolando ossigeno, cellule immunitarie, anticorpi, mediatori chimici. L’ammiccamento, ossia la regolare chiusura ritmica e involontaria, da 10 a 30 volte al minuto (in media ogni 3 secondi circa), delle palpebre, avvia un flusso che distribuisce sulla superficie oculare le lacrime prodotte dalle ghiandole lacrimali, convogliandole poi all’angolo interno delle palpebre (il lago lacrimale), dove i puntini lacrimali, piccoli orifici beanti situati sul bordo delle palpebre, pescano grazie a meccanismi coordinati di capillarità, movimento palpebrale (teoria della “pompa”), gravità e aspirazione, con pressione negativa dalla parte del naso. Il drenaggio si dirige dapprima in una dilatazione seguita da un condotto più stretto (rispettivamente il sacco ed il dotto naso-lacrimale), quindi in gola (per questo motivo si sente il “sapore” dei colliri e il naso “cola” quando si piange tanto).

Tale percorso “idraulico” impiega circa 20 minuti a sostituire completamente la quantità di lacrima presente nell’occhio e farla arrivare nelle fosse nasali. L’epifora, cioè il continuo scolo esterno di lacrime all’angolo nasale della rima palpebrale, è la conseguente manifestazione clinica, più o meno associata a fenomeni infiammatori della congiuntiva secondari al ristagno, della pelle perioculare (eczema), ad infezione del sacco lacrimale con secrezioni muco-purulente, tumefazione e dolenzia (dacriocistite, mucocele, ascesso), più raramente estensione all’emivolto, con possibili gravi complicanze.

Al Centro Quattroelle di Milano per studiare le vie lacrimali, oltre ai consueti test eseguibili in studio, come le colorazioni con fluoresceina del film lacrimale e lo studio della velocità di scomparsa del colorante dal lago lacrimale, l’irrigazione con soluzione fisiologica per stabilire la pervietà o meno delle vie stesse (il paziente sente l’acqua arrivargli in gola), è possibile diagnosticare la causa ed il livello dell’ostruzione lacrimale con una procedura più moderna, ossia l’endoscopia delle vie lacrimali, che permette di andare a visualizzare l’interno delle vie, con microscopiche sonde con fibre ottiche, evitando il ricorso alle metodiche radiologiche (la dacriocistografia, lastra ai raggi X con mezzo di contrasto iniettato nei canalini, la dacrioscintigrafia e la dacrio-TC).

La diagnosi dell’entità e del livello di una eventuale ostruzione ha un ruolo fondamentale d’indirizzo alla chirurgia, deve cioè distinguere: l’epifora dall’ iperlacrimazione riflessa, secondaria a condizioni con stimolo irritativo sulla superficie oculare come infiammazioni varie (blefariti, congiuntiviti, cheratiti), le malposizioni palpebrali con rotazione del bordo palpebrale verso l’esterno (ectropion) o l’interno (entropion), ciglia che crescono ruotate verso la cornea (trichiasi); paralisi della dinamica palpebrale con deficit di chiusura (lagoftalmo) etc. Nelle stenosi alte, a carico dei puntini e canalicoli lacrimali, il trattamento chirurgico è gravato da difficoltà tecniche e percentuali di fallimento variabili; nelle ostruzioni basse, del sacco e del dotto naso-lacrimale,cinvece presentano ottime possibilità di successo chirurgico con le classiche procedure di by-pass e ricostruzione delle vie lacrimali (dacrio-cisto-rinostomia dall’esterno oppure per via endonasale) che collegano la mucosa del sacco lacrimale con quella della cavità nasale.

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Dr. Carlo De Conciliis

Articolo pubblicato su Il Giornale il 19/12/2017

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Domande Frequenti

Quali sono le differenze tra il centro di Milano e quello di Nizza Monferrato?

I nostri Centri dispongono egualmente di strumentazione all’avanguardia. L’ambulatorio di Milano è attivo dal lunedì al venerdì; quello di Nizza Monferrato il sabato. La chirurgia viene effettuata unicamente nella sede di Milano.

Viene controllato il fondo dell’occhio?

Si, il fondo dell’occhio viene sempre controllato perché alcuni problemi retinici sono asintomatici (assottigliamento o fori della retina) e diagnosticabili solo dal medico oculista attraverso l’esplorazione del fundus.

È sempre necessaria la dilatazione della pupilla durante la visita?

La dilatazione farmacologica della pupilla serve per controllare in maniera più accurata la parte periferica della retina dell’occhio. Da tenere presente che un esame del fondo dell’occhio senza dilatazione è sempre considerato parziale e non completo. Ad oggi esistono apparecchiature (OPTOS) in grado di fotografare il fondo dell’occhio in maniera accurata e senza dilatare farmacologicamente […]

In cosa consiste la visita oculistica e quanto dura?

La visita prevede una fase preliminare in cui personale specializzato (ortottisti, optometristi) raccoglie dati e informazioni con strumenti dedicati, utili al medico oculista per la valutazione conclusiva. La tempistica della visita completa non è assolutamente programmabile in maniera standardizzata e può durare anche un paio d’ore, soprattutto per valutazioni chirurgiche, ove a seconda della patologia, […]

Posso guidare dopo la visita?

La dilatazione farmacologica della pupilla crea disagi come fotofobia e difficoltà nella messa a fuoco degli oggetti sia da lontano che da vicino. Pertanto si consiglia di evitare la guida dopo la visita.

Può essere pericoloso utilizzare le gocce per la dilatazione della pupilla in caso di gravidanza o allattamento?

In generale i colliri che si utilizzano per dilatare la pupilla sono topici, ma potrebbero entrare in circolo e raggiungere anche il feto. Di solito dopo la 20 esima settimana di gestazione non ci sono rischi per il feto, ma ogni singolo caso viene sempre valutato dall’oculista prima di somministrare qualsiasi tipo di collirio o […]

È importante togliere le lenti a contatto prima della visita?

L’azione delle lenti a contatto può alterare la forma della cornea, variandone i parametri e di conseguenza la refrazione del paziente, in maniera più o meno incisiva a seconda del tipo di lenti (morbide, rigide o semirigide).  In base alla motivazione per cui viene richiesta la visita oculistica viene indicato la sospensione di circa 2-3 […]

Viene sempre misurata la pressione dell’occhio durante la visita?

La pressione intraoculare viene misurata a tutti i pazienti sottoposti a visita oculistica, mediante il tonometro a soffio o il tonometro ad applanazione. (Quest’ultimo utilizzato in pazienti con predisposizione o affetti da glaucoma o in fase di terapie cortisoniche locali).

Quanto dura l’effetto delle gocce per cicloplegia (dilatazione pupilla)?

L’effetto delle gocce ha una durata diversa a seconda del collirio impiegato, della reattività individuale, dell’età e del difetto visivo (da un minimo di 3-4 ore, ad un massimo, in rari casi, di 24-48 ore).