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Glaucoma

Il glaucoma è una delle principali cause di cecità del mondo contemporaneo. Si tratta di una famiglia di malattie che aggrediscono in maniera progressiva il nervo ottico.

E’ un nemico estremamente insidioso, poiché nelle fasi iniziali e intermedie il nostro sistema di allarme (la sintomatologia) non funziona. In genere il soggetto non si accorge di nulla, dal momento che la perdita di visione, graduale, interessa inizialmente le porzioni periferiche, meno utilizzate, del campo visivo. Inoltre il deficit funzionale viene compensato in maniera inconsapevole dagli automatismi motori della visione binoculare e dei movimenti del capo, per cui è assai frequente che la diagnosi venga posta in maniera tardiva, quando ormai un danno importante e permanente alla visione si è instaurato.

E’ necessaria una perdita di almeno il 50% del patrimonio di cellule ganglionari perché il deficit del campo visivo periferico venga notata dal paziente. La visione a tunnel, ovvero limitata alla percezione esclusiva delle zone centrali del campo visivo, caratterizza le fasi avanzate della malattia che, se non trattata, esita nella cecità totale e irreversibile.

Almeno per ora, la miglior medicina contro il glaucoma è la prevenzione, realizzata mediante l’effettuazione di visite ed esami regolari e periodici anche nei soggetti apparentemente sani, con particolare attenzione ai soggetti che presentano uno o più fattori di rischio. La perdita di funzione visiva, infatti, può essere evitata mediante la diagnosi precoce e un trattamento tempestivo.

In assenza di una causa e un meccanismo patogenetico noto, la diagnosi e la prognosi iniziali del glaucoma si evidenziano attraverso una serie di indagini volte a individuare e quantificare i fattori di rischio:

  • L’età avanzata. Sebbene possa presentarsi ad ogni età, l’incidenza del glaucoma aumenta in maniera drastica dopo i 40 anni e continua a crescere con l’invecchiamento.
  • La pressione intraoculare (IOP) elevata
  • La genetica (familiarità e razza). La presenza di un parente di secondo grado affetto aumenta il rischio di 10 volte rispetto alla popolazione generale, mentre un genitore o un fratello malato comporta un’incidenza statistica del 33%.
  • Lo spessore corneale (pachimetria). I pazienti con cornee sottili hanno un rischio maggiore di sviluppare il glaucoma ad angolo aperto, soprattutto se si associa un aumentato rapporto verticale tra escavazione e diametro della papilla ottica.
  • La miopia elevata e una storia di pregressi traumi oculari si associano statisticamente ad un maggior rischio di sviluppare il glaucoma.

Campo visivo computerizzato

Nel glaucoma accertato, l’esame del campo visivo (perimetria, Figura 1) è la classica prova di danno al nervo ottico.
Sempre allo scopo di effettuare una diagnosi precoce si ricorre all’Elettroretinogramma a pattern (PERG) e alla Flussimetria dei vasi intracranici mediante ECO-Color-Doppler.

Dopo tali accertamenti, il paziente viene inquadrato nelle seguenti categorie:

  1. Normale, senza rischio specifico di glaucoma
  2. Sospetto glaucoma (angolo a rischio di chiusura, dubbi sull’aspetto del nervo ottico o del campo visivo, IOP > 21 mm Hg)
  3. Preglaucoma (angolo parzialmente chiuso, IOP > 30 mm Hg senza evidenza di danno funzionale)
  4. Glaucoma (evidenza di danno anatomico-funzionale).

Alla categoria 2 verrà assegnata una prudente, e regolare tempistica di verifiche (controlli a 3, 6 o 12 mesi). Le classi 3 e 4 riceveranno l’assegnazione ad una tipologia di glaucoma, con annessa prognosi e terapia personalizzata. A loro sarà assegnata una tempistica di controlli per determinare l’evoluzione del danno.

I diversi tipi di Glaucoma:

  • glaucoma cronico ad angolo aperto
  • glaucoma ad angolo stretto
  • glaucoma congenito

Forme particolari di glaucoma sono:

  • il glaucoma normoteso o a bassa pressione
  • il glaucoma pigmentario e quello capsulare
  • il glaucoma secondario a complicazioni di patologie (come quello post-uveitico, il glaucoma neovascolare diabetico…) o di chirurgie oculari (come il glaucoma da silicone, esito di interventi complicati per distacco di retina, o quello afachico o pseudofachico, verificatesi in seguito ad intervento di cataratta)

E’ bene che il paziente glaucomatoso sappia sin da subito che allo stato attuale delle conoscenze, la guarigione completa non è possibile. Anche nella migliore delle ipotesi, la necessità di fare terapia e di sottoporsi a controlli durerà tutta la vita. Non vi è altro modo per conservare il bene prezioso della visione.

Tuttavia, con una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo, ovvero una combinazione di colliri, compresse, trattamenti laser e chirurgici, sono di solito in grado di mantenere la malattia sotto controllo, evitando la perdita funzionale. Soltanto un grosso sforzo congiunto tra paziente e medico potrà garantire tale risultato.

L’obiettivo principale della terapia è l’ipotonizzazione, ovvero la riduzione della pressione intraoculare.
I numerosi colliri ipotonizzanti disponibili sul mercato rappresentano la prima linea di difesa contro il glaucoma; essi agiscono riducendo la produzione dei fluidi oppure favorendone il deflusso. In ogni caso la loro somministrazione, prevista nel lungo periodo, sovente vita natural durante, deve essere costante e regolare (da una a quattro volte al dì, tutti i giorni senza eccezioni.

 

IL LASER

Quando la terapia medica risulta insufficiente a prevenire l’evoluzione della malattia, dannosa o non praticabile dal paziente, si prende in considerazione l’opzione della ‘lasertrabeculoplastica’ (ALT).

Con modalità pratiche identiche ad una visita per l’osservazione del fondo dell’occhio o dell’angolo camerulare, si posiziona una lente a contatto e si applica una serie di spot (da 50 a 100) focalizzati sulla rete trabecolare, in maniera da ampliarne le maglie, favorendo il deflusso dell’umore acqueo (Figura 9 a). Si tratta di una procedura indolore, praticamente priva di rischi e di effetti collaterali importanti, la cui efficacia tende purtroppo a ridursi nel tempo (dopo tre anni, metà degli occhi trattati con successo ritornano alla condizione precedente).

Nel glaucoma ad angolo stretto, in particolare in occasione di attacchi acuti o subacuti, si praticano uno o più fori di tramite nello spessore del tessuto irideo periferico con lo YAG laser o chirurgicamente, in modo da scaricare la pressione ripristinando un flusso fisiologico (Figura 9b). Nei casi a rischio (occhio controlaterale a quello con attacco acuto, quadro clinico-anatomico di forte predisposizione, precedenti familiari…) la stessa procedura può venire applicata a scopo preventivo.

LA CHIRURGIA

Nel 10-15% dei casi la patologia progredisce nonostante le terapie prestate, oppure queste non sono praticabili con una ragionevole aspettativa di successo; in questi casi è indicata una soluzione chirurgica.

Quest’ultima viene oggi effettuata molto più frequentemente e precocemente rispetto al passato, in considerazione dell’aumento dei tassi di sicurezza e di efficacia. Il principio della chirurgia consiste nell’abbassare la pressione intraoculare, rimuovendo gli ostacoli al deflusso, ampliando i percorsi naturali di filtrazione oppure creandone di nuovi, alternativi.

Nel 75-80% dei casi il risultato ottenuto permette la sospensione della terapia medica. Almeno la metà dei pazienti ha tuttavia bisogno di continue verifiche quando non di piccoli ritocchi. Un paziente su cinque ha bisogno, nel tempo, di essere sottoposto a chirurgie addizionali. A volte è sufficiente rimuovere la cataratta per ottenere la normalizzazione pressoria, altre volte occorre ripetere la stessa chirurgia nella medesima sede originaria o accanto ad essa.

Subito dopo la chirurgia, in genere l’occhio è ipotonico, quindi particolarmente soffice e vulnerabile nei confronti di traumi anche minimi; per questo motivo l’attività fisica va ridotta ai minimi termini, anche se è consentito camminare lentamente, guardare la televisione o leggere un libro utilizzando l’altro occhio, anche perché di solito la visione nell’occhio operato risulta annebbiata. Per verificare la guarigione, che avviene con modalità individuali, e aggiustare la terapia e le consegne per la convalescenza, sono necessari numerosi controlli nelle prime 4-6 settimane.

Consigli importanti per il paziente glaucomatoso

  • Segui sempre le istruzioni (medicine, stile di vita, periodicità dei controlli…) del tuo oculista. Non modificare mai, per nessun motivo, di tua iniziativa e senza avvisare il tuo oculista, tale schema. Se le medicazioni prescritte ti creano disturbo, se qualcosa non ti è chiaro, contattalo subito e parlagliene.
  • Non dimenticare mai, anche quando sei in viaggio, sei malato, a Natale o a Pasqua, di assumere le gocce e/o le pillole prescritte. Fai una scorta dei farmaci. Nel caso di dimenticanza o impossibilità di somministrazione, conviene effettuarla il prima possibile, per poi riprendere successivamente con i soliti orari.
  • Aspetta almeno 5 minuti tra l’instillazione di un collirio e la successiva.
  • Dopo l’instillazione, tieni l’occhio chiuso trenta secondi, oppure comprimi il puntino lacrimale per favorire l’assorbimento oculare e ridurre gli effetti generali del farmaco.
  • Rispetta rigorosamente il timing dei controlli.
  • Se la vista si annebbia improvvisamente con dolore oculare, mal di testa, nausea, vomito, se vedi l’arcobaleno attorno alle sorgenti luminose, o se comunque qualcosa ti preoccupa chiama subito il tuo oculista oppure rivolgiti ad un servizio di pronto soccorso oculistico.
  • Convinci i tuoi familiari, sino al secondo grado, anche se in condizione di apparente benessere, a sottoporsi a una visita di controllo. Non ci sono limiti specifici allo stile di vita.
  • L’esercizio fisico non solo non è proibito ma risulta particolarmente utile nel ridurre la pressione intraoculare e migliorare le condizioni di salute generale, combattendo sedentarietà e obesità. Talune medicine, in genere gli antidepressivi, possono peggiorare il glaucoma. Sollecita un consulto tra l’oculista e lo psicologo.
  • Tutti gli eccessi (alimentari, stress emozionali, abuso di sostanze stupefacenti, alcool e fumo compresi…) sono negativi.

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I nostri centri sono convenzionati con ASSICURAZIONI, FONDI INTEGRATIVI e FONDI SANITARI AZIENDALI. Si consiglia agli assistiti di verificare preventivamente termini e condizioni della propria posizione assicurativa.

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Domande Frequenti

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Viene sempre misurata la pressione dell’occhio durante la visita?

La pressione intraoculare viene misurata a tutti i pazienti sottoposti a visita oculistica, mediante il tonometro a soffio o il tonometro ad applanazione. (Quest’ultimo utilizzato in pazienti con predisposizione o affetti da glaucoma o in fase di terapie cortisoniche locali).

Come scegliere lo specialista?

Nella sessione “equipe medica” trova l’elenco dei nostri oculisti, con il proprio campo di competenza specifica. In ogni caso, una prima visita oculistica generica può essere effettuata da uno qualsiasi dei nostri specialisti; consideri quindi anche la disponibilità, i giorni ed orari di visita a lei più congeniali.

Quali sono le differenze tra il centro di Milano e quello di Nizza Monferrato?

I nostri Centri dispongono egualmente di strumentazione all’avanguardia. L’ambulatorio di Milano è attivo dal lunedì al venerdì; quello di Nizza Monferrato saltuariamente anche di sabato. La chirurgia viene effettuata unicamente nella sede di Milano.

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