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Blefarospasmo

Cos’è il blefarospasmo?

Il blefarospasmo è una distonia focale, ovvero uno (spasmo), involontaria e non controllata, localizzata al muscolo orbicolare, responsabile della chiusura della rima palpebrale (Figura 1).

Sintomi del blefarospasmo

I sintomi del blefarospasmo sono chiaramente visibili dai tic, più o meno frequenti, localizzati al muscolo orbicolare.

Il ripetersi di continuo di questi ammiccamenti può provocare gradi variabili d’irritazione oculare, del tutto simili agli occhi arrossati delle cherato-congiuntiviti croniche.

La luce intensa, la guida notturna e l’affaticamento o stress emotivi, peggiorano la situazione, ma i loro effetti scompaiono dopo una buona dormita.

Al contrario si possono presentare situazioni dolorose o disabilitanti, in cui il blefarospasmo si estende al di fuori delle note situazioni scatenanti. In questo caso il disturbo arriva a impedire per parecchie ore l’esecuzione delle normali attività quotidiane.

Cause del blefarospasmo

Le cause del blefarospasmo sono poco conosciute e in genere benigne (gli occhi sono sani). Probabilmente la causa è legata all’ipereccitazione dei gangli basali (strutture nervose situate alla base del cervello e incaricate di coordinare i movimenti).

Talora si individua una familiarità o l’associazione con malattie organiche, ad esempio nei casi secondari a trauma (meccanico, chimico o termico), quelli che si associano a blefariti, trichiasi, occhio secco, oppure a sclerosi multipla, paralisi cerebrale, sindrome di La Tourette.

Blefarospasmo monolaterale e spasmo emifaciale

Quando il blefarospasmo monolaterale si associa allo spasmo emifaciale, con movimenti incontrollati del viso e del collo secondari all’irritazione del 7° nervo cranico, si può temere un’eziologia tumorale. Conviene quindi eseguire una risonanza magnetica del cervello. Comunque il più delle volte basta limitare il consumo dei caffè quotidiani o di altri stimolanti del sistema nervoso centrale (ad esempio le droghe cosiddette “leggere”).

In questi casi il ricorso a blandi sedativi (benzodiazepine come il Valium®) può giovare, anche se occorre tener presente che taluni farmaci utilizzati in neuropsichiatria (antipsicotici e anti-Parkinson in particolare) possono addirittura provocare, se non aggravare il blefarospasmo.

Nella sindrome di Meige (distonia oro-mandibolare), il blefarospasmo è accompagnato da forme distoniche della bocca, con smorfie di apertura e chiusura della mandibola, protrusione della lingua, difficoltà alla deglutizione e alla parola.

Figura 1. Blefarospasmo essenziale durante la crisi (a) e un attimo dopo la cessazione della contrazione.

 

Cura del blefarospasmo con iniezioni di Botox

La cura del blefarospasmo è incentrata sulla somministrazione periodica di tossina botulinica A (Botox®). Si tratta di una proteina con azione neurotossica prodotta dal batterio Clostridium Botulinumche, in grado di bloccare la trasmissione degli impulsi alle terminazioni nervose del muscolo, facendo così cessare lo spasmo.

Lo stesso effetto di paralisi flaccida viene utilizzato in medicina estetica (il farmaco viene commercialmente chiamato Vistabex® o Botox cosmetic®) per ridurre la contrazione dei muscoli che causano le rughe tra le sopracciglia e le “zampe di gallina” perioculari e in neurologia per trattare le cefalee muscolo-tensive.

Come funziona l’iniezione di Botox per il blefarospasmo?

Un ago sottilissimo inietta una decina di dosi minime di tossina all’interno dell’orbicolare, nello spessore delle palpebre superiori e inferiori, sopra il sopracciglio (muscolo frontale), più raramente di lato all’occhio, sopra lo zigomo (Figura 2).

Quali sono i vantaggi del Botox nella cura del blefarospasmo?

La cura del blefarospasmo tramite iniezione di tossina botulinica presenta numerosi vantaggi per il paziente:

  • non richiede anestesia (comporta soltanto un lieve fastidio)
  • l’inoculazione del Botox è ben tollerata dai mosculi
  • l’effetto è rapido, compare dopo 4-10 giorni
  • i benefici durano per 3 mesi circa

Il trattamento va ripetuto regolarmente, pena la graduale ma inevitabile perdita dei benefici con ritorno alla condizione di partenza.

Il buon risultato della cura del blefarospasmo tramite iniezione di Botox dipende molto dalla bravura del medico. L’equipe medica del Centro Oculistico Quattroelle di Milano dedica al paziente tutta l’attenzione necessaria, valutando caso per caso l’andamento della terapia.
Come prima fase si parte con una dose di 5-10 unità per iniezione e poi si valuta la risposta, in genere con dosaggi progressivamente crescenti.
In questo modo il rischio di tossicità del Botox è inesistente e ci si protegge dai fastidiosi effetti indesiderati quali l’abbassamento della palpebra, la visione doppia, la lacrimazione eccessiva secondaria all’incompleta chiusura della palpebra (lagoftalmo) e/o all’eversione in dentro o in fuori del margine palpebrale (entropion, ectropion). Tutti fenomeni reversibili (durano al massimo 3-4 settimane) ma comunque spiacevoli.

Figura 2. Sedi di iniezione della tossina botulinica nel trattamento del blefarospasmo. I cerchi neri indicano i punti più frequentemente utilizzati.

La terapia a base di NeuroBloc®

Recentemente è stato immesso sul mercato un nuovo prodotto a base di tossina botulinica B, il NeuroBloc®, da dosare diversamente (un’unità di Botox corrisponde a circa 40-50 unità di NeuroBloc) e da utilizzare in quei casi in cui le iniezioni del tipo A si sono rivelate poco efficaci o hanno mostrato una riduzione progressiva dell’effetto, verosimilmente per la formazione di anticorpi contro la tossina.

Le alternative alla tossina botulinica

La chirurgia (l’indebolimento della muscolatura attraverso la resezione di parte dell’orbicolare, miectomia) è l’ultima spiaggia, da riservare ai casi con prolungata, severa occlusione spastica delle palpebre, che non risponde alle terapie testé descritte.

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I nostri centri sono convenzionati con ASSICURAZIONI, FONDI INTEGRATIVI e FONDI SANITARI AZIENDALI. Si consiglia agli assistiti di verificare preventivamente termini e condizioni della propria posizione assicurativa.

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Domande Frequenti

È importante togliere le lenti a contatto prima della visita?

L’azione delle lenti a contatto può alterare la forma della cornea, variandone i parametri e di conseguenza la refrazione del paziente, in maniera più o meno incisiva a seconda del tipo di lenti (morbide, rigide o semirigide).  In base alla motivazione per cui viene richiesta la visita oculistica viene indicato la sospensione di circa 2-3 […]

Quanto dura l’effetto delle gocce per cicloplegia (dilatazione pupilla)?

L’effetto delle gocce ha una durata diversa a seconda del collirio impiegato, della reattività individuale, dell’età e del difetto visivo (da un minimo di 3-4 ore, ad un massimo, in rari casi, di 24-48 ore).

È sempre necessaria la dilatazione della pupilla durante la visita?

La dilatazione farmacologica della pupilla serve per controllare in maniera più accurata la parte periferica della retina dell’occhio. Da tenere presente che un esame del fondo dell’occhio senza dilatazione è sempre considerato parziale e non completo. Ad oggi esistono apparecchiature (OPTOS) in grado di fotografare il fondo dell’occhio in maniera accurata e senza dilatare farmacologicamente […]

Viene controllato il fondo dell’occhio?

Si, il fondo dell’occhio viene sempre controllato perché alcuni problemi retinici sono asintomatici (assottigliamento o fori della retina) e diagnosticabili solo dal medico oculista attraverso l’esplorazione del fundus.

Viene sempre misurata la pressione dell’occhio durante la visita?

La pressione intraoculare viene misurata a tutti i pazienti sottoposti a visita oculistica, mediante il tonometro a soffio o il tonometro ad applanazione. (Quest’ultimo utilizzato in pazienti con predisposizione o affetti da glaucoma o in fase di terapie cortisoniche locali).

Posso guidare dopo la visita?

La dilatazione farmacologica della pupilla crea disagi come fotofobia e difficoltà nella messa a fuoco degli oggetti sia da lontano che da vicino. Pertanto si consiglia di evitare la guida dopo la visita.

In cosa consiste la visita oculistica e quanto dura?

La visita prevede una fase preliminare in cui personale specializzato (ortottisti, optometristi) raccoglie dati e informazioni con strumenti dedicati, utili al medico oculista per la valutazione conclusiva. La tempistica della visita completa non è assolutamente programmabile in maniera standardizzata e può durare anche un paio d’ore, soprattutto per valutazioni chirurgiche, ove a seconda della patologia, […]

Come scegliere lo specialista?

Nella sessione “equipe medica” trova l’elenco dei nostri oculisti, con il proprio campo di competenza specifica. In ogni caso, una prima visita oculistica generica può essere effettuata da uno qualsiasi dei nostri specialisti; consideri quindi anche la disponibilità, i giorni ed orari di visita a lei più congeniali.

Quali sono le differenze tra il centro di Milano e quello di Nizza Monferrato?

I nostri Centri dispongono egualmente di strumentazione all’avanguardia. L’ambulatorio di Milano è attivo dal lunedì al venerdì; quello di Nizza Monferrato saltuariamente anche di sabato. La chirurgia viene effettuata unicamente nella sede di Milano.

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