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Le scleriti

Cos’è la sclerite?

La sclerite è l’infiammazione del guscio bianco dell’occhio. La forma superficiale (episclerite) è difficile da distinguere dalla congiuntivite, dato che sopra i vasi sclerali, dilatati, la congiuntiva partecipa con il noto quadro infiammatorio.

Sintomi della sclerite

Nelle forme più serie il rossore, settoriale o diffuso, assume gradazioni intense, con sfumature bluastre; si notano i noduli sclerali, accumuli giallastri di globuli bianchi; la reazione coinvolge in maniera più o meno intensa la cornea (cheratite periferica) e gli strati vascolari delle tuniche oculari (uveite). In casi rari (sclerite necrotizzante), la sclera si assottiglia a causa dell’infiammazione cronica, mettendo in rilievo la coroide sottostante, che appare con un colore blu intenso (Figura 6).

A livello sintomatologico, le caratteristiche del dolore oculare, più intenso e gravativo, con interessamento dell’orbita e della regione facciale adiacente, la fotofobia marcata e il calo visivo, indirizzano la diagnosi. La causa, a parte rari casi d’infezione sistemica (sifilide) o locale, complicanza settica di interventi chirurgici sulla sclera (strabismo, retina, glaucoma) è una malattia reumatica (l’artrite reumatoide, la spondilite anchilosante, il lupus erithemathosus, la poliartrite nodosa, la granulomatosi di Wegener, la gotta…).

Nei casi in cui la sclerite rappresenta il sintomo d’esordio, è pertanto opportuno attivare la consulenza reumatologica e l’esecuzione di una serie d’indagini di laboratorio (VES, anticorpi antinucleo ANA, tipizzazione HLA-B27, fattore reumatoide….) o radiologiche. A differenza dell’episclerite, la sclerite può estendersi velocemente alle strutture oculari vicine, provocando minacciose complicanze quali glaucomi secondari, distacchi di retina essudativi, atrofia del nervo ottico. Sono quindi essenziali diagnosi precoce e cure tempestive.

Diversi tipi di scleriti

Figura 6. Sclerite diffusa (a), nodulare (b), superficiale (c), necrotizzante (d)

Cura della sclerite

La terapia topica (colliri di cortisonici e dilatatori della pupilla) è solitamente insufficiente alla risoluzione del quadro. Sotto monitoraggio internistico, si raccomanda l’utilizzo di antinfiammatori sistemici non steroidei (FANS come l’ibuprofene e l’indometacina) e, sovente, anche di cortisonici o altri farmaci immunosoppressori, in particolare nelle forme necrotizzanti.

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Domande Frequenti

È importante togliere le lenti a contatto prima della visita?

L’azione delle lenti a contatto può alterare la forma della cornea, variandone i parametri e di conseguenza la refrazione del paziente, in maniera più o meno incisiva a seconda del tipo di lenti (morbide, rigide o semirigide).  In base alla motivazione per cui viene richiesta la visita oculistica viene indicato la sospensione di circa 2-3 […]

Quanto dura l’effetto delle gocce per cicloplegia (dilatazione pupilla)?

L’effetto delle gocce ha una durata diversa a seconda del collirio impiegato, della reattività individuale, dell’età e del difetto visivo (da un minimo di 3-4 ore, ad un massimo, in rari casi, di 24-48 ore).

In cosa consiste la visita oculistica e quanto dura?

La visita prevede una fase preliminare in cui personale specializzato (ortottisti, optometristi) raccoglie dati e informazioni con strumenti dedicati, utili al medico oculista per la valutazione conclusiva. La tempistica della visita completa non è assolutamente programmabile in maniera standardizzata e può durare anche un paio d’ore, soprattutto per valutazioni chirurgiche, ove a seconda della patologia, […]

Posso guidare dopo la visita?

La dilatazione farmacologica della pupilla crea disagi come fotofobia e difficoltà nella messa a fuoco degli oggetti sia da lontano che da vicino. Pertanto si consiglia di evitare la guida dopo la visita.

È sempre necessaria la dilatazione della pupilla durante la visita?

La dilatazione farmacologica della pupilla serve per controllare in maniera più accurata la parte periferica della retina dell’occhio. Da tenere presente che un esame del fondo dell’occhio senza dilatazione è sempre considerato parziale e non completo. Ad oggi esistono apparecchiature (OPTOS) in grado di fotografare il fondo dell’occhio in maniera accurata e senza dilatare farmacologicamente […]

Quali sono le differenze tra il centro di Milano e quello di Nizza Monferrato?

I nostri Centri dispongono egualmente di strumentazione all’avanguardia. L’ambulatorio di Milano è attivo dal lunedì al venerdì; quello di Nizza Monferrato il sabato. La chirurgia viene effettuata unicamente nella sede di Milano.

Viene sempre misurata la pressione dell’occhio durante la visita?

La pressione intraoculare viene misurata a tutti i pazienti sottoposti a visita oculistica, mediante il tonometro a soffio o il tonometro ad applanazione. (Quest’ultimo utilizzato in pazienti con predisposizione o affetti da glaucoma o in fase di terapie cortisoniche locali).

Come scegliere lo specialista?

Nella sessione “equipe medica” trova l’elenco dei nostri oculisti, con il proprio campo di competenza specifica. In ogni caso, una prima visita oculistica generica può essere effettuata da uno qualsiasi dei nostri specialisti; consideri quindi anche la disponibilità, i giorni ed orari di visita a lei più congeniali.

Viene controllato il fondo dell’occhio?

Si, il fondo dell’occhio viene sempre controllato perché alcuni problemi retinici sono asintomatici (assottigliamento o fori della retina) e diagnosticabili solo dal medico oculista attraverso l’esplorazione del fundus.