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RICOMINCIAMO IN SICUREZZA

Il Centro Oculistico Quattroelle è nuovamente operativo nel rispetto di tutte le norme di sicurezza necessarie.

Il Personale Medico e di Assistenza è provvisto di adeguati dispositivi di protezione personale e procede regolarmente con la disinfezione di tutto il materiale diagnostico prima e dopo ogni visita.
Un comportamento corretto e rispettoso dei pazienti e del personale è fondamentale per accedere serenamente ed in sicurezza alle prestazioni.

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Blefarite: sintomi, cause e cura

Sintomi della blefarite seborroica

Anche le componenti interne, ghiandolari, delle palpebre si infiammano frequentemente, manifestando quadri a carico del bordo vicino alla linea delle ciglia, dove sboccano i dotti escretori (Figura 2c).

Sono le blefariti (dal greco Bléfaron, palpebra e -ite, desinenza convenzionale che in medicina indica un processo infiammatorio). Il margine palpebrale si arrossa, gonfia, forma pustole, squame, crosticine, talora si ulcera alla base delle ciglia, che possono cadere (Figura 2 e,f), con sensazione di corpo estraneo, prurito, eccessiva lacrimazione e sensibilità alla luce. Di notte le secrezioni seccano e le palpebre si appiccicano.

Sintomi blefarite seborroica

Figura 2. Immagini all’infrarosso delle ghiandole di Meibomio (frecce rosse) (a, b) sul versante interno della palpebra inferiore eversa, con i punti di sbocco dei dotti dietro la linea delle ciglia (c), e in sezione (d), con il secreto lipidico colorato in giallo che si dispone come strato superficiale della lacrima. Blefarite iperemica: i bordi palpebrali appaiono arrossati ed edematosi (e); blefarite seborroica: la base del ciglio è intasata di crosticine che desquamano con un secreto secco od oleoso (f, sinistra)

La presenza di ulcere e di sanguinamento successivo alla rimozione delle crosticine distinguono le forme causate da un’infezione (in genere batteri come lo stafilococco, più raramente funghi) dalla blefariti seborroiche o non ulcerative, in cui le squame sono più oleose e le cause sono da ricercare in fattori di origine allergica, ambientale o costituzionale (i soggetti affetti hanno tipicamente seborrea cutanea, forfora del cuoio capelluto, talora condizioni dermatologiche come ad esempio l’acne rosacea).

Nelle forme infettive di blefarite si formano piccoli ascessi che coinvolgono i follicoli ciliari e le ghiandole di Meibomio (Figura 2 a,b), che si trovano all’interno della palpebra, con il compito di produrre la fase lipidica delle lacrime, che ne previene l’evaporazione.

Cause della blefarite

Tali ghiandole si possono intasare a causa di un secreto troppo denso o di bande cicatriziali fibrotiche che bloccano lo scarico. Ne deriva una secrezione squilibrata (MGD o Meibomian Gland Disfunction) con alterazioni del film lacrimale, disturbi tipici dell’occhio secco, prurito, bruciore, gonfiore e tensione delle palpebre, anche dolorosa che favoriscono il sovrapporsi di infezioni batteriche a carico della superficie oculare, che può partecipare al processo infiammatorio con disturbi collaterali (congiuntiviti, calazi, orzaioli), come tipicamente accade ad esempio nella rosacea oculare.

Nei casi più seri si possono verificare cheratiti, ulcerazioni e ascessi corneali con conseguenze potenzialmente gravi per la visione. Siccome in molti casi i segni e i sintomi sono sfumati, la blefarite può sfuggire all’indagine preliminare per indicare la chirurgia refrattiva (LASIK, PRK) con rischi talvolta seri nel postoperatorio. Tale chirurgia va effettuata soltanto una volta risolta l’infiammazione del bordo palpebrale.

Cura della blefarite seborroica

La cura della blefarite si presenta difficile, data la tendenza a ripetersi ciclicamente e a cronicizzare. Nel nostro centro oculistico indichiamo come cardine della cura il rispetto di talune norme igieniche locali e generali.

In buona parte dei casi, evitare di sfregarsi gli occhi e la corretta pulizia del bordo palpebrale e delle ciglia con impacchi di acqua calda salata (Figura 3), soluzione di bicarbonato di sodio (un cucchiaio da the in mezzo litro di acqua bollita) oppure con uno dei tanti prodotti detergenti ‘specifici’ presenti sul mercato permette, da sola, il controllo dell’infiammazione.

Cura blefarite seborroica

Figura 3. Dopo un’accurata igiene con prodotti specific, si procede alla fase di ipertermia, applicando compresse calde (a) per almeno 10 minuti, onde ammorbidire le croste e sciogliere i tappi oleosi che ostruiscono gli orifici ghiandolari. Quindi si procede con delicati massaggi (b) e accurate detersioni del margine palpebrale con cotton fiock (c) e baby shampoo. Alla fine si sciacqua con soluzione di lavaggio

Nelle forme ulcerative di blefarite si ricorre ad antibiotici locali (colliri e/o pomate di azitromicina) e sistemici (eritromicina e tetracicline), associati a ciclosporina e deboli cortisonici.

L’efficacia antinfiammatoria del cortisonico si associa ad un rischio significativo di complicanze gravi (cataratta, glaucoma) in caso di autoprescrizione senza il monitoraggio medico.

Un’adeguata igiene alimentare (evitare cibi che sovraccaricano fegato e intestino, usare integratori di acidi grassi essenziali omega-3) e uno stile di vita poco stressato sono particolarmente utili.

Nei casi, dolorosi, di elevata pressione intraduttale con ostruzione prossimale, l’incannulazione chirurgica con microsonde degli orifizi di sbocco delle ghiandole di Meibomio per sbloccarne il deflusso (procedura di Maskin) (Figura 4) ottiene risultati immediati e abbastanza duraturi (sovente va ripetuta).

Un nuovissimo, e costosissimo, dispositivo, il LipiFlow Thermal Pulsation System, oltre ad aiutare la diagnosi mediante visualizzazione interferometrica dell’attività ghiandolare, riscalda e massaggia le palpebre con una pressione controllata. La procedura ambulatoriale, in anestesia locale, dura circa 12 minuti.

Procedura di Maskin per cura blefarite seborroica

Figura 4. Procedura di Maskin. In anestesia locale, si penetrano gli orifici con le sonde rigide da 1 a 6 mm e si iniettano 0.05 cc di cortisone, quindi si risciacqua con abbondante soluzione salina

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Domande Frequenti

Come accedere al Centro oculistico

Si può accedere al Centro oculistico solo tramite prenotazione. All’ingresso ti verrà misurata la temperatura e dovrai igienizzare le mani utilizzando i dispenser a disposizione. Potrai accedere alla visita solo se munito di mascherina chirurgica. Se non dovessi averne una a disposizione, te la forniremo noi. In sala d’attesa e alla reception sarà fondamentale rispettare […]

È sempre necessaria la dilatazione della pupilla durante la visita?

La dilatazione farmacologica della pupilla serve per controllare in maniera più accurata la parte periferica della retina dell’occhio. Da tenere presente che un esame del fondo dell’occhio senza dilatazione è sempre considerato parziale e non completo. Ad oggi esistono apparecchiature (OPTOS) in grado di fotografare il fondo dell’occhio in maniera accurata e senza dilatare farmacologicamente […]

Come scegliere lo specialista?

Nella sessione “equipe medica” trova l’elenco dei nostri oculisti, con il proprio campo di competenza specifica. In ogni caso, una prima visita oculistica generica può essere effettuata da uno qualsiasi dei nostri specialisti; consideri quindi anche la disponibilità, i giorni ed orari di visita a lei più congeniali.

Quali sono le differenze tra il centro di Milano e quello di Nizza Monferrato?

I nostri Centri dispongono egualmente di strumentazione all’avanguardia. L’ambulatorio di Milano è attivo dal lunedì al venerdì; quello di Nizza Monferrato il sabato. La chirurgia viene effettuata unicamente nella sede di Milano.

A che età è utile fare la prima visita ai bambini?

L’età giusta è tra i 3 e i 4 anni. Oggi abbiamo a disposizione strumenti in grado di rilevare difetti di refrazione in modo oggettivo, anche prima dell’età scolare, quando il bimbo sarà in grado di collaborare e dare risposte soggettive utili a identificare la giusta refrazione. Se i genitori, o i famigliari stretti del […]

Viene controllato il fondo dell’occhio?

Si, il fondo dell’occhio viene sempre controllato perché alcuni problemi retinici sono asintomatici (assottigliamento o fori della retina) e diagnosticabili solo dal medico oculista attraverso l’esplorazione del fundus.

Viene sempre misurata la pressione dell’occhio durante la visita?

La pressione intraoculare viene misurata a tutti i pazienti sottoposti a visita oculistica, mediante il tonometro a soffio o il tonometro ad applanazione. (Quest’ultimo utilizzato in pazienti con predisposizione o affetti da glaucoma o in fase di terapie cortisoniche locali).

Può essere pericoloso utilizzare le gocce per la dilatazione della pupilla in caso di gravidanza o allattamento?

In generale i colliri che si utilizzano per dilatare la pupilla sono topici, ma potrebbero entrare in circolo e raggiungere anche il feto. Di solito dopo la 20 esima settimana di gestazione non ci sono rischi per il feto, ma ogni singolo caso viene sempre valutato dall’oculista prima di somministrare qualsiasi tipo di collirio o […]

Posso guidare dopo la visita?

La dilatazione farmacologica della pupilla crea disagi come fotofobia e difficoltà nella messa a fuoco degli oggetti sia da lontano che da vicino. Pertanto si consiglia di evitare la guida dopo la visita.